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--- 2007 ---



venerdì, 11 maggio 2007

INTERVISTA A JIM MORRISON 



A CURA DI LIZZE JAMES, 1968

Lizze James: "Penso che i fan dei Doors ti vedano come un Salvatore, il leader che li renderà tutti liberi. Che sensazione provi al riguardo? E una specie di pesante fardello, non è vero?"
Jim Morrison: "È un assurdo. Come posso liberare chiunque non abbia il fegato di sollevarsi da solo e di affermare la propria libertà? Penso che si tratti di una menzogna, quella della gente che afferma di voler essere libera - tutti insistono a dire che la libertà è ciò che vogliono di più, la cosa più sacra e preziosa che un essere umano possa avere. Ma queste sono stronzate! La gente è terrorizzata dall'idea di essere liberata - loro stessi serrano le loro catene, combattono chiunque cerchi di spezzare quelle catene. Sono la loro sicurezza... Come possono aspettarsi che io o chiunque altro li liberi se in realtà non vogliono essere liberi?"

Lizze: "Perché pensi che la gente tema la libertà?"
Jim: "Penso che la gente faccia resistenza alla libertà perché ha paura dell'ignoto. Ma è singolare... che l'ignoto una volta fosse davvero ben noto. E ciò a cui appartengono le nostre anime... L'unica soluzione è di confrontarsi - confrontare il proprio Io - con la più grande paura immaginabile. Di a te stesso le tue paure più profonde. Dopo di ciò, la paura non ha più potere, e la paura della libertà si restringe e svanisce. Tu sei libero".

Lizze: "Cosa intendi quando dici "libertà"?"
Jim: "Ci sono diversi tipi di libertà, e ci sono parecchi equivoci in proposito... Il genere più importante di libertà è di essere ciò che si è davvero. Si baratta la propria libertà per un ruolo. Si barattano i propri sensi per un atto. Si svende la propria capacità di sentire, e in cambio si indossa una maschera. Non potrà esserci alcuna rivoluzione di massa fino a che non ci sarà una rivoluzione personale, a livello individuale. Prima deve avvenire all'interno... Si può privare un uomo della sua libertà politica e non lo si ferirà - finché non lo si priverà della sua libertà di sentire. Questo può distruggerlo".

Lizze: "Ma come è possibile privare qualcuno della sua libertà di sentire?"
Jim: "Alcune persone rinunciano volentieri alla propria libertà - mentre altre sono costrette a rinunciarvi. L'imprigionamento comincia con la nascita: la società, i genitori, si rifiutano di lasciarti vivere la libertà per la quale sei nato. Ci sono modi sottili di punire una persona per metterne alla prova la capacità di sentire. Puoi ben vedere che chiunque attorno a te ha distrutto la sua vera natura emozionale. Si imita ciò che si vede".

Lizze: "Stai dicendo che noi siamo, in effetti, portati a difendere e perpetuare una società che priva la gente della libertà di sentire?"
Jim: "Certo. Insegnanti, capi religiosi - anche amici, o cosiddetti amici - riprendono da dove hanno lasciato i genitori... Ci dicono di provare soltanto le sensazioni che essi vogliono e si aspettano da noi. Per tutto il tempo ci chiedono di rappresentare sensazioni per loro. Siamo come attori - abbandonati in questo mondo per vagare alla ricerca di un fantasma... cercando una semi-dimenticata ombra della nostra perduta realtà. Quando gli altri ci chiedono di diventare le persone che essi vogliono che noi siamo, ci costringono a distruggere le persone che siamo davvero. È una sottile forma di omicidio.., i genitori che più amano compiono questo omicidio con il sorriso in faccia".

Lizze: "Pensi che sia possibile per un individuo liberare se stesso da tali forze repressive da solo?"
Jim: "Questo genere di libertà non può essere concessa. Nessuno può conquistarla per te. Si deve fare da se.
Se è qualcun altro che lo fa per te sarai ancora dipendente dagli altri. E sarai ancora vulnerabile a quelle repressive, maligne forze esterne".

Lizze: "Ma alla gente che vuole questa libertà non è possibile unirsi combinando le proprie energie per farsi forza reciprocamente? Deve essere possibile…"
Jim: "Gli amici possono aiutarsi reciprocamente. Un vero amico è qualcuno che ti lascia la totale libertà di essere te stesso, e in particolare la libertà di sentire o di non sentire. E in questo che consiste il vero amore - lasciare che una persona sia ciò che davvero è... La maggior parte delle persone ti amano per quello che pretendono tu sia... Per ottenere il loro amore, devi fingere, esibirti. Ottieni amore per la tua finzione... E vero, siamo ingabbiati in un'immagine, una messinscena - e la cosa triste è che la gente è così abituata alla propria immagine, crescono attaccati alle proprie maschere. Amano le proprie catene. Si dimenticano chi sono in realtà.
E se cerchi di ricordarglielo, per questo loro ti odiano - si sentono come se tu stessi cercando di carpirgli le loro proprietà più preziose".

Lizze: "È beffardo, è triste. Essi non possono vedere che quello che stai cercando di mostrargli è la strada verso la libertà?"
Jim: "La maggior parte delle persone non ha idea di quello che sta perdendo. La nostra società assegna un valore supremo al controllo - al nascondere ciò che si sente. La nostra cultura deride le "culture primitive" e si fa un vanto della repressione degli istinti e degli impulsi naturali".

Lizze: "In alcune delle tue poesie, ammiri apertamente e rendi omaggio ai popoli primitivi - gli Indiani d'America, per esempio. Vuoi dire che non sono gli esseri umani in generale ma la nostra specifica società che è carente e distruttiva?"
Jim: "Guarda come si vive nelle altre culture - in pace totale, in armonia con la Terra, le foreste, gli animali... Loro non costruiscono macchine belliche e non investono milioni di dollari per aggredire altri Paesi i cui ideali politici contrastano con i propri".

Lizze: "Viviamo in una società malata".
Jim: "E vero.., e parte della malattia è che non siamo coscienti di essere malati... La nostra società ha troppo da conservare, e valori come la libertà sono alla fine dell'elenco".

Lizze: "Ma non c'è qualcosa che un artista possa fare? Se tu, da artista, non senti di poter fare qualcosa, come puoi andare avanti?"
Jim: "Io offro immagini, evoco i ricordi di libertà che possono ancora essere raggiunti - come Le Porte, giusto? Ma noi possiamo soltanto aprire le porte, non possiamo trascinarvi la gente attraverso. Io non posso liberarli senza che essi vogliano essere liberi più di ogni altra cosa... Forse i popoli primitivi hanno meno stronzate in cui credere, a cui rinunciare - non si tratta soltanto della ricchezza. Tutte le stronzate che ci hanno insegnato - tutto il lavaggio del cervello della società. Si deve rinunciare a tutto ciò per raggiungere l'altro lato. La maggior parte degli individui non è disposta a farlo".

Lizze James: "Nel tuo materiale dei primi tempi, per il primo album, c'è la sensazione di una visione apocalittica - "aprirsi un varco" - una trascendenza. La vedi ancora come una reale possibilità?"
Jim Morrison: "Ora è diverso... Si era soliti credere che fosse possibile generare un movimento, la gente che si solleva e si unisce in una protesta di massa, rifiutando di essere ancora repressa - vedi, avrebbero dovuto unire tutte le loro forze per rompere ciò che Blake definisce "le manette forgiate dalla mente"... I tempi della strada dell'amore sono finiti. Certo, è possibile andare oltre, ma non a livello di massa, non una ribellione universale. Ora ha preso posto a un livello individuale - ogni uomo per se stesso, come si dice. Salva te stesso. La violenza non sempre è malvagia. Quello che è malvagio è l'infatuazione per la violenza".
Lizze: "Che cosa la provoca?"
Jim: "Se energie e impulsi naturali vengono severamente repressi per troppo tempo, essi divengono violenza. E naturale per qualcosa che è stato a lungo compresso diventare violenza quando viene rilasciato... una persona che è stata troppo severamente repressa prova grande piacere in quei violenti rilasci... che probabilmente sono rari e brevi. Così si diviene infatuati della violenza".

Lizze: "Ma allora, la vera fonte del male non è la violenza, o l'infatuazione per essa, ma sono le forze repressiye..."
Jim: "E vero. Ma in qualche caso l'infatuazione di un individuo per la violenza implica una segreta complicità con i suoi oppressori. La gente cerca i tiranni. Li adora e li sostiene. Collabora con le limitazioni e le regole, e risulta incantata dalla violenza implicita nelle loro brevi ribellioni".

Lizze: "Ma perché è così?"
Jim: "Per tradizione, forse - per le colpe dei padri. L'America è stata concepita con la violenza. Gli americani sono attratti dalla violenza. Sono attratti oltre il lecito dalla tanto avversata violenza. Sono ipnotizzati dalla televisione - la televisione è un invisibile velo che protegge dalla mera realtà. Il male della cultura del Ventesimo Secolo è l'incapacità di sentire la propria realtà. La gente si riunisce a grappoli davanti alla televisione, a vedere telenovela, film, commedie, idoli pop, e sperimenta selvagge emozioni attraverso dei simboli. Ma nella realtà della loro vita, essi sono emozionalmente morti".

Lizze: "Ma perché? Che cosa ci fa rifuggire dalle nostre sensazioni?"
Jim: "Abbiamo meno paura della violenza che delle nostre sensazioni. Il dolore personale, privato, solitario, è più terrificante di quello che chiunque altro può infliggere".

Lizze: "Non capisco..."
Jim: "La gente tenta di nascondere i propri dolori, ma sbaglia. Il dolore è qualcosa da trasportare, come una radio. Sperimentando il dolore puoi sentire la tua forza. Sta tutto in come lo porti. E questo che conta. Il dolore è una sensazione, le tue sensazioni fanno parte di te, sono la tua realtà. Se ne provi vergogna, e se le nascondi, lasci che la società distrugga la tua realtà. Dovresti ribellarti per il tuo diritto di sentire il tuo dolore".

Lizze: "Ti vedi ancora come lo sciamano? Parecchi dei fan dei Doors ti vedono come colui che li condurrà alla salvezza. Accetti questo ruolo?"
Jim: "Non sono sicuro che sia la salvezza quello che la gente vuole, e neppure che io ve la conduca. Lo sciamano è un guaritore, come lo stregone. Non credo che la gente si rivolga a me per questo, non mi vedo come il Salvatore".

Lizze: "E allora per cosa si rivolgono a te?"
Jim: "Vedo il ruolo dell'artista come sciamano e capro espiatorio. La gente proietta le proprie fantasie su di lui e le loro fantasie prendono vita. La gente può distruggere le proprie fantasie distruggendo lui. Io obbedisco agli stessi impulsi di ciascuno, ma non lo ammetterò mai. Attaccando me, punendomi, loro possono sentirsi sollevati da questi impulsi".

Lizze: "Era questo che intendevi prima, riguardo al fatto che la gente prova emozioni selvagge attraverso i simboli - gli idoli pop, ad esempio?"
Jim: "Certo. La gente ha paura di se stessa - della propria realtà, e soprattutto delle proprie sensazioni. La gente parla di quanto sia grande l'amore, ma questa è una stronzata. L'amore ferisce. Le sensazioni sono fastidiose... Alla gente è stato insegnato che il dolore è maligno, è pericoloso. Come possono avere a che fare con l'amore se hanno paura di sentire?"

Lizze: "E per questo che hai detto: "Mia sola amica, la Fine"?"
Jim: "Talvolta il dolore è troppo grande perché lo si esamini, o anche solo perché sia tollerabile... E comunque questo non lo rende maligno, o necessariamente pericoloso. Ma la gente ha paura della morte, e più ancora del dolore. E strano che abbia paura della morte. La vita ferisce molto di più della morte. Al momento della morte, il dolore è finito. Sì, credo che sia un'amica..."

Lizze: "La gente vede il sesso come il grande liberatore... Parecchie tue canzoni non sono una strada che conduce alla libertà attraverso il sesso?"
Jim: "Il sesso può essere liberatorio... Ma può anche essere una trappola".

Lizze: "Che cosa fa la differenza?"
Jim: "Dipende da quanto una persona ascolta il proprio corpo, le proprie sensazioni. La maggior parte delle persone sono troppo occupate a coprire le proprie sensazioni per poterle ascoltare".

Lizze: "Il sesso non è un modo di amplificare le sensazioni?"
Jim: "La sessualità è zeppa di menzogne. Il corpo tenta di dire la verità. Ma solitamente è troppo colpito dalle regole per essere ascoltato, e legato con finzioni così che difficilmente può muoversi. Noi ci rendiamo zoppi con le menzogne".

Lizze: "Come possiamo aprirci un varco tra regole e menzogne?"
Jim: "Ascoltando il nostro corpo, aprendo i nostri sensi. Blake ha detto che il corpo è la prigione dell'anima fino a che i cinque sensi non sono pienamente sviluppati e aperti. Lui considerava i sensi le "finestre dell'anima". Quando il sesso coinvolge tutti i sensi, può essere una sorta di esperienza mistica".

Lizze: "In diversi dei tuoi brani, come Crystal Ship, Soft Parade, Soul Kitchen, presenti il sesso come una fuga - un rifugio o un santuario. Io sono sempre stato affascinato dal modo in cui i tuoi testi propongono paralleli tra sesso e morte: Moonlight Drive ne è uno splendido esempio. Ma questo non è il definitivo rifiuto del corpo?"
Jim: "Niente affatto - è l'opposto. Se si rifiuta il proprio corpo, esso diventa la propria cella di prigionia. E un paradosso: bisogna andare oltre i limiti del corpo, ci si deve immergere in esso, si devono spalancare i propri sensi... Non è così facile accettare il proprio corpo - ci hanno insegnato che il corpo è qualcosa da controllare, da dominare, processi naturali come pisciare e cagare sono considerati sporchi... Le tendenze puritane muoiono lentamente. Come può essere liberatorio il sesso se in realtà non si vuole toccare il proprio corpo, se si tenta di eluderlo?"

                                                               (fonte: www.consapevolezza.it)

postato da: ArnoldLayne84 alle ore 00:53 | link | commenti (17)
categorie: musica, arte, articoli, intervista a jim morrison

Commenti
#1   11 Maggio 2007 - 00:56
 
Beh, non capita tutti i giorni di intervistare JIM MORRISON..
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#2   11 Maggio 2007 - 01:20
 
Cazzo! anke la foto con Pamela :-)).
io impazzivo per i doors avevo tutto di loro, dal primo ad american prayer. ora riesco ad ascoltare solo il primo e qualke live. l ho ascoltati troppo forse i doors e ne sono assuefatta :-) domani leggo , ora ho sonno. bye bye
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente KarnEvil9

#3   11 Maggio 2007 - 06:38
 
Che topa Pam...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Joe69Natta

#4   11 Maggio 2007 - 09:43
 
Negare che Jim Morrison sia stato figura di spicco sarebbe sintomo di stupidità.
Ma affermare che la proposta prettamente musicale dei Doors abbia avuto un qualche minimo interesse sarebbe altrettanto privo di oggettività.
Un grande poeta immerso in un quadretto musicale da principianti.
Con quel cazzo di organino che rende il tutto vetusto dopo 10 secondi.
E con quel cazzo di chitarrista che non ne imbroccava una giusta manco per sbaglio.
(diamonddog)
utente anonimo

#5   11 Maggio 2007 - 11:52
 
Non sono per nulla d'accordo diamond.. Sono altri i dischi del tempo a suonare "vecchi", non certo i Doors.
E poi, scusa, ma il grande blues del passato allora è da dimenticare? Quello certamente suona più "datato" dei Doors, anche senza organo
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#6   11 Maggio 2007 - 12:09
 
Bè mi sembri un pò esagerato 'diamonddog'. Alcuni pezzi son d'accordo con te che potrebbero risultare fastidiosi ma non generalizzerei! I Doors pur non scoprendo l'acqua calda si sono stagliati in un periodo musicale difficile.
Preferisco comunque il Jim Morrison versione musica rispetto alla versione 'pensiero'. ''L'uomo che non visse''...forse al pari di Syd Barrett.
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#7   11 Maggio 2007 - 12:39
 
La musica dei Doors per me (ma è un giudizio del tutto personale) è barocca nell'estetica ma elementare nei contenuti. Il senso di "datato" è dato al 100% dagli arrangiamenti.
Un blues di Robert Johnson registrato (male) da Alan Lomax suona meno datato anche se gracchia.
Se a questo aggiungi che anche come musicisti erano tecnicamente più che mediocri cosa resta?
I testi del buon Jim e qualche ritornello.

(diamonddog)
utente anonimo

#8   11 Maggio 2007 - 12:40
 
Per Jegervoice.
Cos'è il Jim Morrison versione musica?
Lui scriveva testi, mica note.
(diamonddog)
utente anonimo

#9   11 Maggio 2007 - 14:37
 
Parole sante... solo questo dico di questa intervista.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente paloz

#10   11 Maggio 2007 - 17:01
 
Anche io nn adoro particolarmente i Doors e la figura di Jim Morrison, forse un pò troppo costruita...
Cmq nn mi piace il tono dell'intervista, mi pare troppo da maestro e da guru...cioè nn è che solo lui le sa ste cose eh?...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ale55andra

#11   11 Maggio 2007 - 18:41
 
Tutto si può dire ma NON che Jim Morrison fosse una figura costruita (parlo di ALLORA). Costruito è tutto lo scimmiottare il suo stile che ne è seguito da allora e tutto il "mito" che gli hanno costruito intorno...quello si! Bel pezzo Arnold, mi hai fatto vibrare i peli dello stomaco... :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente xthepunisher

#12   11 Maggio 2007 - 19:55
 
Bella intervista. L'inizio mi ricorda il mito della caverna di Platone.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ChristianBauer

#13   12 Maggio 2007 - 14:21
 
Intervista notevole, concordo con molto di quello che dice, in particolare sul fronteggiare le proprie paure più estreme.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Afrore

#14   12 Maggio 2007 - 22:50
 
Alessandra, non sono d'accordo. Come dice il punisher, attorno alla figura di Jim è stato speculato DOPO. Lui in vita era quello dell'intervista, semplice, non era un guru, era sè stesso.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ArnoldLayne84

#15   12 Maggio 2007 - 23:17
 
Eh no! Allora dillo che non mi vuoi far dormire stanotte! ^__^
Jimmino poi... Cmq, fortunato per l'intervista, complimenti!IhIh
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#16   13 Maggio 2007 - 15:54
 
Grazie ... non dico altro!

:))))))))))))))))

Tri
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Trisha_Zurigo

#17   14 Maggio 2007 - 10:19
 
A 'DIAMONDDOG':

Intendevo dire il Jim Morrison artista musicale e non sciamano o guaritore come lui amava definirsi (come da intervista quì riportata). Tutti i suoi pensieri derivavano da profonde inquietudini personali e da una vita spesa in nome delle droghe, quindi una 'non' vita, raramente era in sè, neanche in questa intervista mi sembra molto lucido. Pezzi come ''Roadhouse blues'' o ''Back on through (to the otherside)'' sono pezzi solidi e completi che anche se datati (lo considero un termine che da garanzie) sono più solidi di parecchi brani di ultima generazione.
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