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C'è nella filmografia di Steve McQueen una caratteristica quasi sempre presente, se si escludono le prime prove (tra cui non si può ignorare "Fluido mortale", il celeberrimo The Blob immortalato come sigla della famosa trasmissione di Raitre). La caratteristica a cui accennavo è quella che vede McQueen interpretare sempre personaggi che si distinguono dalla media, animati da un desiderio di individualità e di libertà non comuni. Sia che interpreti il poliziotto di "Bullitt", il bandito evaso di "Getaway", il personaggio di Papà nel "Cacciatore di taglie" o il marinaio nell'epico "Quelli della San Pablo", il pistolero nei "Magnifici sette", il pilota ne "La 24 ore di Le Mans", Steve dà ai propri personaggi una carica in più, quasi egli venga preso da un irrefrenabile desiderio di distinguersi, di affermare una individualità e una personalità propria e possibilmente in contrasto con le caratteristiche comuni, "medie" direbbe un sociologo o uno statistico. In questo suo modo di rappresentare i vari ruoli, molti per la breve vita e carriera che il destino gli aveva riservato (è morto all'età di 50 anni nel 1980) c'è spesso anche un gusto particolare nel dar vita sullo schermo a figure tese ad affermare un insopprimibile voglia di libertà contrapposta ad una situazione di coercizione che tale libertà invece nega.
anni di isolamento e torture psicologiche e tormenti fisici di ogni sorta.
Del film bisogna dire che è abbastanza crudo e violento da giustificare il divieto ai minori (fasce d'età tra i 15 e i 18 anni) che molti paesi hanno imposto. Tra questi non figura il nostro dove il film è classificato per tutti.
