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Utente: ArnoldLayne84
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--- 2007 ---



martedì, 24 aprile 2007

CCCP 

I CCCP nascono nel 1982 a Berlino, dall’incontro di Giovanni Lindo Ferretti (voce) e Massimo Zamboni (chitarre). I due si muniscono di drum machine e suonano in giro per la Germania, rifacendosi soprattutto al punk espressionista di Einsturzende Neubauten. Il ritorno in Italia porta l’illuminazione. La cultura popolare emilano-romagnola può essere filtrata da etica ed estetica punk. Non si tratta di colte ricerche ma proprio della superficie culturale turistico-godereccia-comunista della regione. Del resto, anche il nome CCCP non inneggia al comunismo sovietico ma ne celebra la pronuncia storpiata da un ipotetico militante provinciale. Quasi anni 50. Quasi Guareschi. I due mettono in piedi degli show, ma l’impatto col pubblico non è dei migliori: la complessità e il distacco dei testi e la mancanza di linee melodiche non aiutano. L’idea allora è arricchire lo show con situazioni e personaggi. Così Danilo Fatur e Antonella “Annarella” Giudici si uniscono alla band. Ora la formazione è al completo: questa è la vera nascita dei CCCP.

Nel 1984 esce il primo Ep Ortodossia. E’ tutto punk e filastrocche elementari ortodossiaurlate su chitarre spigolose a ritmo forsennato: “Spara Yuri spara, spera Yuri spera” eIslam punk, Islam punk, punk Islam e Islam punk” sono i vagiti di questa italianissima creatura che nella sua necessaria violenza ricorda più gli MC5 o gli Stooges che le band inglesi del ‘77.

A Ortodossia segue Ortodossia II che aggiunge a “Spara Yuri spara”, “Islam punk” e “Live in Punkow”, tutte già presenti nel primo Ep, “Mi ami” che resterà una delle canzoni simbolo della band, con l’andamento iniziale lento che accompagna nel loro corso gli “spermi indifferenti” del testo e poi lo scatto in avanti in un hard-core musicale mozzafiato e il primo soliloquio depresso-esistenziale di Ferretti. E’ una canzone punk italiana, e tutti i ragazzi dell’85 ci si possono riconoscere. E’ quello che non si era (forse) mai visto in Italia: una band che non fosse una scopiazzatura di modelli inglesi e americani. L’impianto ideologico si veste di un bizzarro kitsch est-europeo e si concretizza in manifesti teorici, nei quali i CCCP si dichiarano “punk filo-sovietici”.

I riferimenti più evidenti sono reminiscenze mitteleuropee (soprattutto la scena new wave tedesca, dai Kraftwerk agli Einsturzende Neubauten), punk e proto-punk americano (MC5, Stooges, Ramones), cantautorato italiano (Battiato in primis) e dark britannico (dai PIL ai Bauhaus). Ma i CCCP non sonoCompagni Cittadini Fratelli Partigiani un clone provinciale di una band inglese o americana: sono una band provinciale italiana che ha storpiato tutto quello che poteva essere canzonetta o ballo liscio e l’ha tritato in un frullatore punk al massimo dei giri.

Sempre nel 1984 arriva l’album Compagni, cittadini, fratelli, partigiani, che raccoglie i pezzi già presenti sugli Ep e un pugno di altre canzoni. Il suono è casereccio, rozzo e povero, ma dentro ci sono energia da vendere e l’esatto contrario dell’energia: canzoni annichilite e annichilenti come la lunga “Emilia paranoica”, uno dei capolavori della band, in cui una stasi pesante e obesa (una batteria elettronica in quattro e lentissima, accoppiata agli accordi di chitarra in sincrono con il declamato sillabato di Ferretti) improvvisamente inciampa per prendere velocità, come una caduta dalle scale, e poi si blocca immobile per riprendere l’ossessiva lentezza dell’inizio. C’è “Morire”, con il suo testo reducistico ed emozionato, c’è “Militanz” a mille all’ora. In sostanza, è un disco ancora acerbo, non tutto è ancora a fuoco: a parte “Emilia paranoica” e “Mi ami”, è dichiaratamente un disco di formazione, i testi non sono ancora i proclami di disperazione e ribellione che arriveranno poi, l’impianto musicale è ancora troppo lineare, troppo deboli ancora le influenze popolari.

Un anno dopo esce 1964-1985. Affinità-Divergenze fra il compagno Togliatti e noi. DelAffinità divergenze conseguimento della maggiore età. Il disco si apre con una dichiarazione di identità, un urlo “CCCP” e via, in un mare di feedback, una batteria elettronica che è una pulsazione continua e le parole che sono quelle che non senti altrove “fedeli alla linea, anche quando la linea non c’è, quando l’imperatore è malato, quando muore o è dubbioso”. Il disco ripropone “Morire” con il suo arpeggio sospeso e la voce lontanissima che declama “Esiste una sconfitta pari al venire corroso che non è mia ma dell’epoca in cui vivo” e ci sono ancora “Emilia paranoica” e “Mi ami”. Tra i brani nuovi, svetta “Curami”, con il suo tipico giro punk che si interrompe per lasciare solo il bit meccanico della batteria elettronica con la frase “Solo una terapia” in una pausa sospesa che sembra durare all’infinito, e con un uso straniante dello xilofono. Ma ci sono anche “Trafitto”, con il suo proclama d’apatia (”Trafitto sono, trapassato dal futuro, cerco una persona. Fragili desideri, a volte indispensabili, a volte no”); “Noia”, cupa e depressa come da titolo; “Allarme”, inquieto e improbabile tango dai sussulti prepotentemente rock; “Fedeli alla linea”, con la sua ritmica sconnessa; “Valium, Tavor, Serenase”, una trottola esplosiva di violenza inaudita che si spezza di colpo per lasciare il campo a del vero liscio (”Romagna mia, Romagna in fiore” in puro tre quarti da balera!). Ma c’è soprattutto “Io sto bene”. oh battaglieroQuesta è la canzone che li identificherà, perché in questo lieve accelerando in quattro quarti c’è tutta la provincia italiana e tutta il senso di vuoto degli anni Ottanta (”Non studio, non lavoro, non guardo la TV, non vado al cinema, non faccio sport”…). A emergere è anche il canto distaccato e straniante di Giovanni Lindo Ferretti, sorta di John Lydon padano, che si rivela uno dei pochi cantanti italiani capaci di adattare la propria lingua alle esigenze ritmiche e armoniche del rock.

Dal vivo, la band si presenta come un circo sfavillante e decadente, un tempio del kitsch con trampolieri e mangiafuoco, con Fatur (”Artista del popolo”) che si denuda e Annarella (”Benemerita Soubrette”) che officia questi riti agnostici. Ma dietro quest’immagine istrionica, si inizia a intravedere un’ombra di misticismo.

Passano due anni ed esce il singolo “Oh battagliero” (1987), con il suo andamento tangheggiante e poi, nello stesso anno, il primo album per una major, la Virgin. Si tratta di Socialismo e barbarie. L’apertura del disco è affidata alla prima cover socialismo e barbariedella loro carriera: “A Ja Ljublju SSSR”, ovvero l’inno sovietico con un testo epico originale di Ferretti, una roboante ed echeggiante batteria elettronica e la tagliente chitarra di Zamboni a cantare la melodia. Nel disco, la violenza punk si smorza contro l’apparire di un Oriente di facciata, da musicassette d’autogrill. E così troviamo “Hong Kong”, con il suo gocciolare di chitarre in un vuoto pneumatico, “Inch’allah ça va”, con un cantato in francese, e “Radio Kabul”, che riprende i tempi e le movenze delle danze sufi. Le chitarre distorte e i tempi veloci ci sono ancora, ci sono “Per me lo so” e “Tu menti”, l’inno religioso per organo e voce di “Libera Me Domine” e soprattutto “Rozzemilia”, inno disperato e devastato, pieno di amore-odio per la propria terra segnata da quelle “cataste di maiali sacrificati”. E’ il disco di passaggio, un lavoro in cui l’energia, la rabbia e la depressione degli esordi iniziano a diluirsi in una inquieta introspezione e in un “altrove” da film di Salvatores. Il disco suona tutto sommato ancora bene e riesce a stare in equilibrio fra impulsi nativi e nuove fascinazioni.

Il passo seguente è spiazzante, un singolo con Amanda Lear, una cover di “Tomorrow”… Poi viene il 1989 con il nuovo disco Canzoni, preghiere e danze del II millennio – sezione canzoni preghiere danzeEuropa. Più elettronica e meno distorsione: un disco di techno pop. Tutta la forza del gruppo si stempera fra tastierine e scale arabeggianti, anche se l’inizio è affidato alla poco duttile voce di Ferretti che canta da solo una canzone tradizionale degli alpini “Il testamento del capitano”. Il disco in sé non è poi brutto, però sembra quasi uno scherzo, come il maccheronico italiano di “Uligani dangereux”, la sinceramente spiacevole “Vota Fatur”, blaterata dallo stesso Fatur, o la inutile “Reclame”, dove su un tappeto di tastiere in stile ambient Annarella presenta i musicisti e i tecnici del gruppo. Il Medio Oriente la fa da padrone in pezzi come “E’ vero, “Madre”, “Le qualità della danza” e “And the radio plays”, a dire il vero solo in quest’ultima sembrando un qualcosa di non totalmente sintetico e di maniera. Per chi volesse trovare qualcosa dei vecchi dischi, restano “Fedele alla lira?” e “Conviene”, che negli arrangiamenti elettronici perdono senso e impellenza per restare solo filastrocche. Gli episodi meglio riusciti sono proprio le canzoni che tentano la via di una epica techno-pop: “B.b.b.”, “Svegliami” e “Roco roco rosso”.

Il gruppo sembra dirigersi verso la sua fine, almeno per come lo epica_etica_etnica_pathosavevamo conosciuto. La svolta avviene durante un tour in Unione Sovietica, effettuato nello stesso 1989 insieme ai Litfiba, il gruppo di riferimento per la dark-wave italiana. Da questo tour nasce l’ultimo disco dei CCCP, quello della svolta e della fine. Epica, Etica, Etnica, Pathos nasce infatti dall’incontro di Ferretti e Zamboni con Francesco Magnelli, Ringo De Palma e Gianni Maroccolo, rispettivamente tastiere, batteria e basso degli allora morenti Litfiba, e da una nuova idea della registrazione: andarsene tutti insieme in campagna vivendo in comune e registrare tutto live.

Il disco è qualcosa di totalmente nuovo per i CCCP. C’è una diversa competenza strumentale e non ci sono più i sapori di plastica del disco precedente. La violenza e la rudezza dei primi dischi sembrano essersi sì stemperate, ma anche compattate in un suono cccpmeno selvaggio e straziato, ma austero e solido. La qualità del suono è decisamente migliorata. Con questo disco nasce una entità nuova, è l’ultimo lavoro dei CCCP ma in realtà è il primo disco di un gruppo nuovo. Fanno capolino le fisarmoniche e i testi si sbilanciano definitivamente verso il misticismo, le chitarre di Zamboni si addolciscono e per la voglia di distorsione deve fare il suo ingresso nella band Giorgio Canali. Ci sono alcune cose fra le più affascinanti suonate dal gruppo. “Aghia Sophia” è un collage musicale straniante, che spazia da un’invocazione ecclesiastica (”Tedio domenicale, quanta droga consuma. Tedio domenicale, quanti amori frantuma”) alle intuizioni brechtiane di Kurt Weill fino a sprazzi folk. “Paxo de Jerusalem” e “Sofia” completano il capitolo con continui rimandi alla mistica e al folklore. “Depressione Caspica”, con le sue chitarre amplissime e taglienti, ferretti cccppotrebbe sembrare una “Io sto bene” suonata a velocità dimezzata; “Amandoti” è un ¾ liscio popolare con la voce narrante e terribile di Ferretti; “Campestre” è una improbabile ballata bucolica; in più, ci sono l’infinita cavalcata di “Maciste contro tutti” e il canone “Annarella” come testamento del gruppo - “Lasciami qui lasciami stare lasciami così, non dire una parola che non sia d’amore” - che, sentito dal più devastante e devastato gruppo punk italiano, sinceramente commuove.

Così nel 1990 il gruppo, a cui chiunque oggi suoni in Italia deve almeno un piccolo grazie, chiude la sua esistenza. Quello che resta sono sicuramente le parole di Ferretti, con la consapevolezza di non essere per sempre legati alla dimensione cantautorale per esprimere in italiano qualcosa che vada oltre la banalità, e un suono semplice ma dannatamente efficace, che fa della sua povertà la sua maggiore dote, mettendo a nudo le personalità fortissime di quelli che lo hanno creato. Ci sarà una lunga pausa, poi gli stessi attori di questo ultimo disco si reincontreranno e ripartiranno insieme con il progetto CSI.

                                                                                  (fonte: www.opensourcerockband.com )

postato da: ArnoldLayne84 alle ore 12:37 | link | commenti (29)
categorie: musica, articoli, cccp

Commenti
#1   24 Aprile 2007 - 12:38
 
I CCCP. Un'eccezione nel rock italiano degli ultimi 30 anni.
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#2   24 Aprile 2007 - 13:13
 
grandissimi!!! anche come c.s.i
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#3   24 Aprile 2007 - 13:54
 
Si belli e grandi per essere un gruppo italiano... ne facemmo una recensione io e Iside tempo fa:

http://www.debaser.it/recensionidb/ID_12156/CCCP_Fedeli_alla_Linea_Enjoy_CCCP.htm

Ciao! :-D
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#4   24 Aprile 2007 - 13:56
 
Debaser?? Iside?? Naaa..brutta gente quella lì
;-)
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#5   24 Aprile 2007 - 17:39
 
Sinceramente, da quel poco che ho sentito, mi facevano schifino eh...
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#6   24 Aprile 2007 - 19:25
 
Io ho visto dal vivo i PGR, grandiosi.
Sono ancora fedeli alla linea, grandi.
Giorgio Canali su tutti!
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#7   25 Aprile 2007 - 00:20
 
manca l'EP "Ragazza emancipata", veniva regalato col libro di cui ora non ricordo il titolo (CCCP testi o qualcosa del genere).
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#8   25 Aprile 2007 - 00:21
 
e ricorda che sono er mejio su de baser
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#9   25 Aprile 2007 - 03:36
 
...ma è vero che adesso che Lindo Ferretti si è professato cattolico suonerà al Family Day del 12 maggio a Roma?! Buah ah ahaha
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#10   25 Aprile 2007 - 08:08
 
@paloz: beh, questi o piacciono o non piacciono, e ad uno con i tuoi gusti non li consiglierei mai :D
@Joe:Ancora fedeli alla linea? Ma ferretti non si è cattolicizzato? :-))
@iside:scusa ma di che anno è?
@puni: family day? Oh-oh..dillo a Joe!
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#11   25 Aprile 2007 - 10:22
 
A me sinceramente nn piacciono molto, poi ste cose troppo politicizzate mi danno a volte anche fastidio...
Cmq da qui a dire che fanno skifo ce ne vuole, sicuramente sono bravi, ma nn rientrano nei miei gusti ^^
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#12   25 Aprile 2007 - 10:47
 
Sono rimasto sorpreso quando ho visto Giovanni Lindo Ferretti da Ferrara a "Otto e mezzo" dichiararsi papista e di centro destra...non so cosa gli è capitato ma deve essere stato qualcosa di veramente peso!
Ciao, Corra Vec
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#13   25 Aprile 2007 - 10:53
 
@Corrado- i tumuri quando ne esci ti cambiano la vita e lo spirito dentro.
@Arnold-non ricordo, però ho i files. farò una rece.
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#14   25 Aprile 2007 - 11:23
 
Ciao socio.
Grandi i CCCP.
I giorni scorsi c'era Giovanni Lindo Ferretti su un interessante programma televisivo.
La sua voce la ricollego oltre alle mille stupende canzoni rivoluzionarie, alla recita di: "Il Gorgo" di Beppe Fenoglio, se non sbaglio ormai in un album dei C.S.I.
con sottofondo di chitarra.
Davvero stupenda.
Ps, ma su msn ieri avevi la foto di David Gilmour nel profilo?
Torniamo a noi.
Ti sarei grata se hai piacere di partecipare all'ultimo mio post.
Se non ne hai tempo o semplicemente non ne hai voglia è più che comprensibile quindi ti ringrazio in qualsiasi caso.
Marce
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#15   25 Aprile 2007 - 11:32
 
ti riferisci all'intervista con Ferrara? L'ho appena vista su youtube, è divisa in 3 parti per chi ne fosse interessato.
Comunque si, ieri avevo la foto di David!
Ti ho risposto sul tuo blog, anche se non penso di esserti stato molto di aiuto!
Ciaooo
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#16   25 Aprile 2007 - 11:59
 
Non sapevo avesse avuto un tumore... anni fa l'ho visto dal vivo, oltre ad essere musicalmente notevole, è una persona di altissimo livello culturale e di intelligenza rara...ciao!
Corra Vec
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#17   25 Aprile 2007 - 18:27
 
Adoro i CCCP, soprattutto l'ultimo e soprattutto Aghia Sofia.
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#18   25 Aprile 2007 - 19:25
 
Ho sentito solo "Emilia Paranoica". Deprimente.
utente anonimo

#19   26 Aprile 2007 - 11:13
 
Ferretti l'ho visto lo scorso anno a Cuneo. Concerto fantastico. Tra il pubblico pure i Marlene Kuntz.
A fine concerto ho avuto la possibilità di cenare con lui e al di là della sua "conversione" risulta sempre una persona stupenda.
Byez
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#20   26 Aprile 2007 - 21:41
 
tiè stunat
Ragazza emancipata
Formato: 7''
allegato al booklet "CCCP Fedeli alla linea" edito da stampa alternativa 1990
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#21   27 Aprile 2007 - 11:11
 
Se fossero nato in Inghilterra avrebbero avuto molta più fama. Son comunque dei grandi!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Jegervoice

#22   28 Aprile 2007 - 18:13
 
Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una terapia Solo una 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utente anonimo

#23   28 Aprile 2007 - 18:39
 
Ma lo dice così tante volte?? :D
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#24   29 Aprile 2007 - 15:32
 
ciao Arnold, per un'iconografia berlinese ti rimando al mio blog e ovviamente (autopubblicità) al mio nuovo romanzo uscito la settimana scorsa...

Buona giornata

Lorenzo
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#25   01 Maggio 2007 - 17:03
 
Adoro la loro musica che resterà per sempre.
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#26   03 Maggio 2007 - 15:50
 
Molto più che belli...
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#27   04 Maggio 2007 - 11:45
 
bello questo "movimento coordinato" tra blog :)
(tra l'altro, vedo che i cari vecchi cccp, sia da te che da me, hanno riscosso molti commenti positivi/nostalgici... non l'avrei detto.)
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#28   04 Maggio 2007 - 14:50
 
Li ho visti quest'estate sotto lo pseudonimo di PGR... ovviamente senza zamboni e forse qualcun'altro... non so... non li conosco benissimo, ma so solo che sono rimasta veramente stupefatta... magnifici... avevo la pelle d'oca, alcune canzoni mi hanno fatto scappare anche qualche lacrimuccia... alla faccia del punk incazzato insomma...è stata una scoperta sublime direi, mi hanno emzozionata tantissimo... sono rimasta un po' male perchè tutti, e dico tutti, sapevano le loro canzoni a memoria io invece ero lì che a malapena conoscevo la faccia del cantante e qualche ritornello... se li avessi conosciuti prima probabilmente avrei vissuto l'evento con più trasporto, ma mi è andata bene anche così... un 10 e lode e ferretti e co. ...

p.s. cmq caro arnold, mi dispiace ma non sono un'analcolica bionda... tutt'altro... :D
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#29   08 Giugno 2007 - 22:42
 
mitici veramente, ultimamente io mi sono fatto ossessionare da Islam Punk,come se ne evince dal mio blog.
Anche i Litfiba (dal 1981 al 1988) e i Diaframma sono grandi per quel che riguarda l'Italia (per sapere i miei gruppi italiani preferiti andate sul mio blog e guardate la colonnina a sinistra).
grandissimi
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